Lettera aperta - Cosa vorremmo trovare sotto l’albero per la nostra scuola
 
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Lettera aperta

Cosa vorremmo trovare sotto l’albero per la nostra scuola

PH Simone Di MitoSono Simone Bomba, alunno del terzo anno e rappresentante dell'Istituto tecnico agrario di Scerni. Una scuola, questa, che a frequentarla ti fa sentire importante per il suo glorioso passato; una scuola che ha fatto la storia di questo territorio per un lungo periodo.

Nel secolo scorso, però, intorno agli ani '60 - '70 l'agricoltura nel nostro territorio è diventata un'attività secondaria in seguito agli insediamenti industriali, infatti da questo momento la terra è stata coltivata dalle persone anziane e dai dipendenti delle industrie come secondo lavoro. In questo periodo l'industria ha cominciato a rappresentare la prima fonte di ricchezza del territorio, così è cambiata la vita delle persone nelle nostre comunità e anche il loro approccio culturale. Almeno qui la terra ha sempre evocato ricordi di sudditanza, inferiorità e povertà.

Senza soffermarmi molto, direi che a questa rivoluzione l'ITAS “Ridolfi” riesce a mala pena a sopravvivere. E così abbiamo assistito a un lungo periodo fino ai giorni nostri di stato vegetativo dell'istituto. Tutto ciò è comprensibile se si considera il contesto che ha governato i cambiamenti. Oggi, però, nell'era della quarta rivoluzione industriale, a me pare che l'agricoltura, nel senso più lato del termine, possa candidarsi a un ruolo più importante. Chiaramente la scuola deve riscoprire le motivazioni e la giusta cultura per riscattarsi e posizionarsi ai livelli di quarta rivoluzione industriale.PH Simone Di Mito

Un patrimonio come l'ITAS “Ridolfi” con diversi ettari di terreno a vigneto, 1300 alberi di ulivo, una cantina, un frantoio, un laghetto, una serra, laboratori e mezzi agricoli pare una foto scattata quarant'anni fa. Un istituto agrario oggi può e deve essere rivalutato, può tornare a rendere un servizio alla società di primaria importanza, in termini di PIL per l'economia del Paese e in termini soprattutto di sana alimentazione. Si pensi anche allo stato di inquinamento dei nostri ambienti e di quanto possa fare la nostra scuola in tal senso.

E' evidente che l'auspicio di chi scrive è di indurre sensibilità, affinché vengano promosse iniziative per la funzionalità e il decoro della scuola da parte degli organi competenti. Cambiamenti radicali non sono possibili dall'oggi al domani, ma modeste trasformazioni, tendenti al raggiungimento degli obiettivi esplicitati con la presente, possono sicuramente essere adottati. Il mio intento non è l'assunzione di una posizione critica, ma è, semmai, tendere ad agire a livello culturale di tutte le persone interessate.PH Simone Di Mito 

Simone Bomba

di Redazione Ist Omnicompr. Ridolfi Zimarino - SCERNI


Parole chiave:

Istituto tecnico agrario , Scerni

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