Parliamo di olivicoltura - Convegno sulla coltura dell’olivo al Ridolfi
 
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Parliamo di olivicoltura

Convegno sulla coltura dell’olivo al Ridolfi

PH  Simone De MitoIl giorno 25/01/2018 presso l’Aula Magna dell’Istituto tecnico agrario di Scerni si è tenuto un convegno riguardante l’olivicoltura, una risorsa per il nostro territorio.

Il convegno è iniziato con i saluti da parte del Dirigente scolastico dell’Istituto, Livio Tosone, del Presidente del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Provincia di Chieti, Donato Civitella e del Presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali d’Abruzzo, Giuseppe Pugliesi.

Ad aprire la conferenza è stato Luciano Pollastri (Regione Abruzzo - Ufficio direttiva nitrati e qualità del suolo) con un argomento riguardante l’Olivicoltura tra innovazione e tradizione: opportunità e vincoli, proponendo e discutendo dei vantaggi e degli svantaggi degli impianti super-intensivi, attraverso una presentazione di slide. Si tratta di impianti a filari di olivo con un sesto 4 per 2 o a volte 3 per 1 e con piante che possono variare da 1200 a 1600 per ettaro; un vincolo riguarda soprattutto la varietà da utilizzare: le principali sono spagnole, ma ultimamente, attraverso ricerche ed esperimenti, si sono scoperte anche alcune varietà italiane. Per quanto riguarda i vantaggi ci sono i costi di manutenzione dell’impianto, la produzione/ettaro (molto maggiore rispetto ad altri impianti) e la quasi totale meccanizzazione, soprattutto per quanto riguarda la potatura e la raccolta, che negli impianti tradizionali portano via molto tempo ma anche denaro e quindi un maggior guadagno. Per quanto riguarda gli svantaggi essi consistono nella possibilità di avere a disposizione un capitale che va dai 7.000 ai 10.000 euro da investire per il macchinario e la presenza di agganci ad acquedotti o anche a corsi d’acqua per l’irrigazione. In conclusione l’esperto ha invitato a prendere in considerazione questi impianti, testimoniando la presenza dei suoi all’interno della regione Abruzzo e riportando alcuni dati, come ad esempio la produzione in soli tre anni di circa 73 quintali/ettaro.

Successivamente c’è stato l’intervento di Angelo Cichelli (Professore di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Degli Studi G. D’Annunzio Chieti- Pescara), che ha esposto un argomento sulla Qualità e tipicità della produzione olearia regionale. Si è parlato della qualità di alcune cultivar della zona, come ad esempio il LECCINO, la GENTILE di CHIETI, la DRITTA, l’INTOSSO e si è discusso di fattori che potrebbero migliorarla, come ad esempio il periodo di raccolta e il tipo di molitura, che influiscono molto sulla presenza di clorofilla e polifenoli. Essi sono gli elementi che andranno a caratterizzare il colore e il sapore dell’olio.

A seguire la parola è passata a Giuseppe Puglia (Responsabile Ispettorato Centrale Repressione Frodi Prodotti Agroalimentari sede di Pescara), che ha discusso sulla questione della Tracciabilità e dei controlli nel settore olivicolo, riportando alcuni esempi di frode che sono accaduti, per quanto riguarda la vendita di oli di semi, spacciati per olio di oliva.

Dopo l’intervento di Giuseppe Puglia è toccato al professore dell’Istituto tecnico agrario, Giacomo Silvestri e allo studente Lorenzo La Palombara, che hanno parlato dei costi di produzione e del seguente guadagno di un ettaro di oliveto, con sesto 7 per 7, con circa 204 piante, facendo stima Ordinaria basata su valori ordinari.


PH Simone De Mito

                                                                                                                            Fabrizio Villani

di Caporedattore Ist Omnicompr. Ridolfi Zimarino - SCERNI


Parole chiave:

Olivicoltura

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