"Ascoltate brava gente" - Teatro dialettale presso il Centro Culturale "Aldo Moro"
 
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"Ascoltate brava gente"

Teatro dialettale presso il Centro Culturale "Aldo Moro"

Il giorno 12 dicembre 2018 si è tenuto presso il Centro Culturale "ALDO MORO" nella località di San Salvo uno spettacolo, in cui sono state messe in scena leggende e tradizioni appartenenti alla cultura contadina e che facevano riferimento al periodo natalizio.

In questa manifestazione organizzata dal Comune del paese stesso non poteva mancare l'Istituto Tecnico Agrario Cosimo Ridolfi di Scerni, in rappresentanza del quale erano seduti nella sala teatrale gli alunni Emmanuel Di Lello e Nicola Di Santo.
Il racconto prende il nome di "ASCOLTATE BRAVA GENTE" e a narrare le storie erano presenti un musicista marchigiano e una raccontastorie abbruzzese.
Subito dopo l'apertura delle tende lo spettacolo ha esordito con il canto di una dolce ragazza, accompagnata da un flauto, terminato il quale la raccontastorie ha iniziato a declamare una breve ma intensa poesia con numerevoli vocaboli dialettali, che chiamavano in causa animali e contadini.
Dopo un paio di minuti la ragazza, che poco prima aveva recitato la poesia ha iniziato nuovamente a cantare, questa volta, però, accompagnata da una chitarra.

Il bello di questa esperienza teatrale è stato il ritorno al passato, alle vecchie abitudini, al racconto delle storielle in dialetto, che veniva fatto dai nostri nonni, oltre che alcuni temi autentici che sono stati toccati, come il preoccuparsi di andare a scuola puliti, anche se venivano indossati vestiti ricuciti.

Infine, la giovane ragazza abruzzese ha raccontato alla platea presente che all'epoca c'erano nelle case letti alti, dove venivano nascosti tutti gli oggetti personali e non solo; vi si potevano nascondere anche i bambini.

C'è stato posto anche per le storielle che venivano raccontate dagli adulti ai bambini e che parlavano dei MAZZ'MARILL ovvero di personaggi non reali, che assomigliavano a folletti e che disturbavano nel sonno i bambini e facevano i dispetti agli uomini; in molti ritenevano che questi piccoli esseri rappresentassero i bambini morti senza battesimo e che per questo tornavano in vita sottoforma di spiriti per fare dei dispetti agli umani.

                                                                                               Emmanuel Di Lello, Nicola Di Santo

                                                                                 


Parole chiave:

teatro , cultura contadina

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