Ricordare è importante per ieri, oggi e domani - Quando la discriminazione e la follia sono assecondate
 
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    Ricordare è importante per ieri, oggi e domani

    Quando la discriminazione e la follia sono assecondate

    Il giorno 16 gennaio le classi 3B, 3C e 4B dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni si sono recate presso un quartiere di Lanciano in occasione dell’inserimento delle pietre d’inciampo per ricordare la famiglia ebrea, Grauer, deportata ad Auschwitz nel 1944. 

    Durante la mattinata i ragazzi sono stati insieme ad alcune classi dell'Istituto alberghiero di Villa Santa Maria presso una delle sale del Comune e insieme hanno ripensato alla tragedia della Shoah, prima di ricordare la famiglia Grauer.
    Anche il nostro Istituto ha voluto riportare alla mente i prigionieri dei campi di concentramento e tutti coloro che purtroppo sono morti prima di arrivarci, perché già il fatto di riuscire ad oltrepassare quei cancelli era un grande traguardo.
    Per richiamare quei momenti orribili sono stati mostrati dei cartelloni realizzati dagli studenti, è stata letta una poesia di Eva Pickovà, seguita da una conclusione che ribadiva questi concetti, scritta dagli studenti del 3C, il tutto durante la riproduzione del brano “La vita è bella” suonato da un ragazzo dell’Istituto.

    Durante il dibattito come prima cosa, i ragazzi, si sono chiesti perchè sia importante rievocare tutto ciò e si è giunti alla conclusione che dedicare dei giorni al ricordo di questi avvenimenti serve a non rimanere più indifferenti quando si verificano atti di razzismo.

    Quando ai ragazzi è stata posta la domanda: “Secondo voi chi è il diverso?” per alcuni minuti nella stanza è regnato il silenzio, fin quando una ragazza a nome anche degli altri ha risposto che tutti sono diversi e che non esiste una definizione di persona superiore o inferiore agli altri. Molte volte ci capita di definire diverso qualcuno che non è uguale alla massa o che ha un’opinione differente dalla nostra, ma da dov’è che parte quest’ idea sbagliata?

    La risposta di qualcuno è stata la politica, ma tornando ad un argomento che è più vicino agli adolescenti, basta pensare alla differenza tra le scuole. Possiamo addirittura usare il termine élite, per indicare le scuole come i licei, mentre gli istituti tecnici vengono sottovalutati. I ragazzi che frequentano queste scuole “disprezzate” devono sentirsi come se avessero qualcosa in meno rispetto agli altri, come se non sono stati in grado di seguire un istruzione di primo livello.

    Anche questo è un semplice esempio di come ormai nella quotidianità siamo abituati a classificarci in persone “superiori” e persone “non all’altezza”.

    Infine il dibattito si è concluso con una sorta di gioco per far capire in maniera essenziale l’idea sbagliata che aveva dato inizio a tutto. Tramite un professore che elencava determinate caratteristiche abbastanza generiche, i ragazzi si dovevano dividere all’interno della stanza a seconda che avessero o meno certi requisiti, corrispondenti alla descrizione. Il gioco è finito quando nella parte delle persone “giuste” non rimaneva nessuno, proprio perché le persone non sono classificabili, poiché non sono oggetti.

    Nel pomeriggio nei pressi dell’abitazione dei Grauer, sono state messe le Stolperstein, (nome in tedesco delle pietre d’inciampo) dall’ artista tedesco Gunter Demnig. Queste sono delle semplici pietre, rivestite nella parte superiore da una superficie in ottone, dove vengono incisi i nomi con le date più importanti dei cittadini deportati.

    Le pietre d’inciampo sono chiamate così perché passeggiando fanno “inciampare” la nostra mente su di esse e ci portano a domandarci chi fossero queste persone e perché siano morte in questo modo.

    L’artista tedesco sotiene che ogni volta che sistema le pietre d’inciampo, sente sempre una responsabilità enorme su di sè, perché queste persone non ci sono più.
    È come se dopo tanto tempo le Stolperstein, poste nelle vicinanze delle case di queste famiglie, possano fare in modo che esse tornino finalmente nel luogo che appartiene loro.

    Con questa mattinata diversa dal solito gli studenti non hanno strappato una pagina triste della storia, ma l’hanno riscritta a modo loro. Hanno avuto modo di confrontarsi sulla tematica del razzismo, che è molto importante non solo per il passato ma anche per quanto riguarda il nostro futuro. Noi non siamo costretti a ricordare, ma vogliamo farlo, perché siamo tutti uguali e diversi allo stesso tempo.
    Ognuno deve avere l’opportunità di essere se stesso e di esprimere le proprie opinioni e questo non deve cambiare.

    Piera Piscicelli

     

     

    di Redazione Ist Omnicompr. Ridolfi Zimarino - SCERNI


    Parole chiave:

    no al razzismo , Stolperstein

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