Il Ridolfi sperimenta l’autogestione - Due giornate di autogestione con corsi tenuti da studenti, docenti ed esperti
 
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    Il Ridolfi sperimenta l’autogestione

    Due giornate di autogestione con corsi tenuti da studenti, docenti ed esperti

    Nei giorni 12 e 13 febbraio nel nostro Istituto si sono tenute due giornate di autogestione in cui i ragazzi hanno organizzato corsi ed eventi, trovando un modo alternativo per imparare.

    Uno dei corsi realizzati è stato quello di fisarmonica, in cui uno studente esperto ha insegnato ai compagni le funzionalità principali dello strumento. Oltre ad imparare le note musicali sul pentagramma e a saperle suonarle sulla fisarmonica, bisogna riuscire anche a sostenerne il peso. Successivamente Lorenzo ha spiegato che per iniziare a suonare la fisaronica ci vogliono almeno tre mesi, perché ci si deve esercitare a leggere il pentagramma. Lo strumento è composto da tasti bianchi e neri simili ad un pianoforte, da un mantice e da un cambio tonalità, anche se le caratteristiche variano da modello a modello. Abbiamo anche posto delle domande all'esperto su come la sua passione verso questo strumento sia nata; ci ha riferito di aver cominciato all'età di 6 anni, perché osservando alcune persone della sua famiglia suonare, si è appassionato e automaticamente si è interessato e impegnato per riuscire a praticare al meglio questo suo hobby. Il corso ha avuto un gran successo come è stato detto da alcuni alunni intervistati.

    Nella stessa giornata un altro corso organizzato è stato quello del calcio a 5 (futsal), tenuto da un alunno giocatore. Lo studente, Fabrizio Villani, ha spiegato le regole del gioco, le varie tecniche (a rombo, a uomo, a semi uomo, a zona e a semi zona) e i movimenti. Il corso è stato seguito da appassionati di calcetto, che hanno trovato il corso molto interessante e formativo. Parlando con Fabrzio, abbiamo scoperto che la sua passione è nata all'età di 14 anni, semplicemente partecipando ad alcuni tornei locali; successivamente con la sua squadra ha vinto e continuato con campionati provinciali e regionali. 

    Durante questa giornata il professore di agronomia Silverio Pachioli ha tenuto una lezione sul pomodoro per tutti gli studenti dell’Istituto. La pianta di pomodoro è originaria del Perù ed è stata portata in Europa a seguito della scoperta dell’ America, utilizzata per molto tempo come pianta ornamentale. Caratteristica delle varietà originarie di pomodoro è la posizione dei fiori, i cui maschi si trovavano sotto quelli femminili e l’impollinazione nei paesi di origine avveniva grazie a degli insetti, che trasportavano il polline dai fiori maschili a quelli femminili. In Europa però questi insetti non erano presenti e si verificava spesso la mancata allegagione, problema risolto con nuove varietà ottenute tramite degli incroci. Una pianta di pomodoro per essere “una buona pianta” non deve avere un buon rapporto tra vigoria e diametro del fusto, inoltre “una buona pianta” deve crescere tra i 18-24cm a settimana, il fusto deve avere un diametro compreso tra i 11,5-12,5mm, avere tra le 19-22 foglie e molto importante è la distanza tra l’ultima foglia e l’apice che deve essere di 15-18cm. Il professore inoltre ha spiegato il periodo adatto alla concimazione e alla irrigazione; la concimazione deve essere fatta a partire dal 40° giorno in poi, in quanto se viene fatta prima la pianta non assorbe gli elementi nutritivi, che andranno persi. Per quanto riguarda l’ irrigazione, bisogna fare il contrario di quello che dicono i nostri nonni, ovvero irrigare la mattina presto o la sera tardi. Questo è un modo errato di irrigare, in quanto la notte le foglie chiudono gli stomi ed impediscono la fuoriuscita dell’acqua e la mattina presto gli stomi sono ancora chiusi, quindi la pianta può solo assorbire acqua e a lungo andare questo porta alla spaccatura dei frutti e alla fessurazione delle foglie. Il pomodoro deve il suo colore rosso ad una sostanza chiamata licopene, carotenoide ad azione antiossidante, prezioso sia per la lotta all’ invecchiamento sia per prevenire i tumori, inoltre  protegge gli occhi dalla degenerazione dovuta all’età. Ma un’eccessiva esposizione al sole porta a una concentrazione troppo elevata di carotenoide all’interno del frutto (infatti il pomodoro diventa arancione), che può portare a sua volta a problematiche, se consumato. Oltre a queste proprietà il pomodoro riesce a dare altri benefici come ridurre la pressione arteriosa, in quanto il potassio contenuto nei frutti agisce come vaso dilatatore;favorire la salute delle ossa grazie al calcio e alla vitaminaK;favoriscono la digestionecontrastano i crampi muscolari sempre grazie al potassio.

    L’ultimo argomento trattato dal prof. Pachioli sono state le fisiopatie che colpisconoi frutti in particolare il Marciume Apicale dovuta a una carenza di calcio nei periodi di maggiore accrescimento (giugno-luglio) ed alle irrigazioni anomale che portano ad un cattivo assorbimento del calcio. Per evitare questa problematica bisogna usare concimi specifici per il pomodoro e fare delle irrigazioni costanti con le modalità dette in precedenza. Il pomodoro forse è una delle piante più coltivatea livello familiare ma è necessario conoscere bene la pianta per evitare sprechi inutili e massimizzare l’ efficienza delle concimazioni e delle irrigazioni che vengono fatte anche per evitare molte problematiche.

    Ci sono stati altre due corsi sulla prevenzione in campo sanitario,proprio perché sono gli adolescenti i primi che devono preoccuparsi della loro salute e quindi avere le basi sulla conoscenza delle malattie e la capacità di saperle prevenire. Abbiamo scoperto che gli abitanti di Okinawa sono la popolazione  più longeva del mondo. Ciò è dovuto oltre alle caratteristiche genetiche degli abitanti, ad una dieta sana, allo stile di vita rilassato e a un basso livello di inquinamento. Invece, in occidente l’apice massimo di giovinezza fisica è di venti o trenta anni. A settanta abbiamo già perso il 60% della capacità respiratoria, ma molti l’hanno già persa prima con il fumo. Perdiamo il 40% della funzioni dei reni, buona parte della massa ossea con l’osteoporosi (che è una malattia anche dei giovani) e infine il 30% di forza fisica. Nel nostro Paese la principale causa di morte sono le malattie cardiovascolari. Ad Okinawa questo non succede, ma non è merito della genetica perché si è visto che gli abitanti che si sono spostati dal Giappone in altri Paesi successivamente hanno contratto delle malattie. Quindi come facciamo ad avere anche noi uno stile di vita sano e quali sono i loro segreti per vivere a lungo? Loro fanno attività fisica regolare (non eccessiva), un moderato consumo di bevande alcoliche, niente fumo e regolare controllo della pressione arteriosa. Al tutto si aggiunge una dieta povera di grassi e l’utilizzo della soia. Ad Okinawa le arterie delle persone sono giovani e pulite e come si dice “un uomo ha l’età delle sue arterie”. Per avere delle buone arterie bisogna ridurre il quantitativo di sodio che fa alzare la pressione, è invece una buona abitudine il consumo di legumi ed ortaggi. I legumi sono importanti anche per l’osteoporosi. Il termine osteoporosi significa osso bucato e dato che le ossa sono composte dal calcio si bucano appunto quando ne abbiamo carenza. Il picco osseo cioè l’età in cui si immette il calcio nelle ossa e all’incirca venti anni, di lì in poi il calcio si può soltanto perdere. A questo punto la domanda sorge spontanea:come si perde il calcio nelle ossa? Sappiamo che l’attività fisica fissa il calcio, ma ci sono alcuni alimenti che invece lo allontanan:un esempio è l’eccesso di caffè, di Coca-Cola o l’eccesso di carne che vanno a modificare il nostro pH limitando la produzione di calcio. I legumi sono per questo molto importanti perché possono sostituire la carne senza apportare effetti negativi. Gli abitanti di Okinawa detengono anche il più basso livello di omocisteina che è più importante del colesterolo per la responsabilità di malattie cardiovascolari. Questo è un particolare amminoacido che noi introduciamo quando mangiamo la carne e viene bloccato con l’acido folico contenuto in alcune verdure, però bisogna fare attenzione al fatto che l’acido folico viene distrutto dall’alcool! Altro fattore importante è appunto il colesterolo, ma un errore frequente è guardare il colesterolo totale, quando invece quello che dovremmo vedere è il rapporto tra quest’ultimo e il colesterolo hdl. Questo può essere migliorato attraverso le statine che sono dei farmaci che bloccano la produzione del colesterolo del 10%. Il colesterolo viene introdotto nel nostro corpo attraverso tanti alimenti, ma anche il nostro fegato ne produce tanto perché necessario e senza di esso non potremmo vivere. Per questo motivo il colesterolo alto non dipende necessariamente da come mangiamo, ma anche da quanto ne produce il nostro corpo. Attraverso questo corso che ha occupato un minimo della nostra giornata, abbiamo avuto modo di informarci su questa tematica che ci riguarda in prima persona;ora sappiamo quali sono i punti base per un giusto stile di vita in modo da non essere stressati e prevenire le malattie.

    Piera Piscicelli, Francesca Nanni, Andrea Odorisio e Nico Pierorazio


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